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 Extreme Veteran
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR |
APNEA SPORTIVA ED ATTIVITA’ SUBACQUEE AGONISTICHE
PREPARAZIONE DELL’ATLETA PRINCIPIANTE , PRE-AGONISTA ED AGONISTA
Linee guida per il Tecnico/Allenatore:
1.Inizio attività;
2.Anamnesi sportiva dell’atleta;
3.Valutazione chinesiologica dell’atleta tramite test d’ingresso a secco ed in acqua;
4.Individuazione della disciplina e delle eventuali specialità (indoor e/o outdoor) più congeniali alle qualità psico-fisiche dell’atleta;
5.Approccio graduale e progressivo atto ad esaltare le qualità psico-fisiche dell’atleta, le sue aspettative e motivazioni;
6.Individualizzazione delle esercitazioni/allenamenti;
7.Inserimento dell’atleta nel pre-agonismo/agonismo della disciplina d’indirizzo.
Considerati i modelli prestativi delle discipline apneistiche-subacqueo-natatorie praticate , e connesse specialità indoor e/o outdoor, sarà necessario finalizzare la preparazione attraverso :
- Adattamento all’ambiente sub – acquatico, sviluppo delle capacità senso percettive sub – acquatiche (sensazioni cinestesiche - senso dell’acqua);
- Acquisizione degli schemi motori e posturali sub – acquatici di uno spazio liquido (tridimensionalità);
- Avviamento alle forme propulsive elementari, alle nuotate di base in superficie ed in immersione e successivo perfezionamento tecnico;
- Analisi chinesiologica e biomeccanica degli stili natatori e subacquei;
- Ricerca dell’efficacia e dell’economia dei gesti tecnici;
- Individuazione degli assetti idrodinamici ideali in superficie ed in immersione;
- Miglioramento, consolidamento e potenziamento delle capacità psico-motori, condizionali/coordinative e delle qualità organiche;
- Verifica analitica e globale, valutazione e correzione con particolare riferimento alle tecniche di videoanalisi;
in ordine ai fondamenti teorici e metodologici dell’insegnamento, dell’apprendimento e dell’allenamento nell’ambito sportivo-agonistico
La preparazione sportiva rappresenta l’insieme delle attività psico-fisiche che si concretizzano attraverso l’organizzazione dell’esercizio secondo i criteri della quantità, dell’ intensità, della forma e dei gradi di difficoltà, tali da favorire l’assimilazione di abilità psico-motorie sempre più complesse ed efficaci.
Quando parliamo di allenamento sportivo, è necessario conoscere bene i modelli prestativi delle discipline individuali(varie specialità) e di squadra del Settore Agonistico Attività Subacquee.
A tale proposito bisogna considerare molteplici modelli che a loro volta si regolano e si integrano nella stessa struttura prestativa:
1. Modello agonistico e regolamentare
2. Modello tecnico
3. Modello tattico
4. Modello fisiologico
5. Modello cinematico
6. Modello psicologico
Il tecnico - allenatore dovrà essere in grado di:
- stilare programmi di esercitazioni e di allenamento;
- scegliere mezzi e metodi delle esercitazioni;
- verificare gli standard di sicurezza;
- analizzare gli effetti e l’efficacia delle proprie scelte;
- tenere aggiornati i propri diari di lavoro;
- confrontarsi con gli altri ed essere disponibile a modificare le proprie scelte in relazione alle diverse situazioni che si presentano di volta in volta.
L’allenamento determina profondi cambiamenti nell'organismo; tali modificazioni portano ad essere più recettivi ad una somministrazione periodica di stimoli allenanti, rendendo, lo stesso organismo, più adattabile a carichi sempre maggiori, così da produrre una prestazione psico - fisica sempre più elevata.
I criteri e la gradualità di somministrazione degli stimoli (prove) devono adeguarsi agli step fissati dai regolamenti.
Cambiamenti nell'organismo determinati dall'allenamento:
ANATOMICI,
ULTRASTRUTTURALI
BIOCHIMICI
ESCLUSIVAMENTE FUNZIONALI
Allenabilità
Quando parliamo di allenabilità, facciamo sempre riferimento ad un parametro dinamico influenzato da numerosi fattori (endogeni ed esogeni) e che rispecchia il grado di adattamento ai carichi di allenamento. L’allenabilità comprende la velocità di apprendimento di nuovi movimenti e la capacità di adattamento ai vari carichi di allenamento.
Principi dell'allenamento:
- Efficacia dello stimolo
- Individualizzazione del carico
- Carico continuo
- Carico crescente
- Alternanza del carico
- Variazione dei carichi di allenamento (ampliare la gamma degli esercizi, utilizzare diverse velocità di esecuzione, variare l’entità e i tipi di sovraccarico, variare la densità degli stimoli e variare i metodi di carico.
La Variazione dei carichi di allenamento è importante soprattutto quando:
1) la capacità prestativa ristagna;
2) si deve mantenere a lungo un determinato stato di forma
3) si deve raggiungere la forma in momenti diversi della stagione.
- Variazione degli stimoli
- Corretta successione degli stimoli
- Corretta relazione fra carico e recupero
- Corretta relazione fra carichi generali e specifici
- Carico finalizzato
- Periodizzazione del carico
CORRETTA SUCCESSIONE DEL CARICO DI ALLENAMENTO
Per quel che concerne la corretta successione del carico, è necessario, innanzitutto, assegnare stimoli di adeguato impegno neuromuscolare e coordinativo:
- Coordinazione (Mobilità Articolare) e Tecnica
- Forza resistente, veloce (rapidità) e sub-massimale.
Dopodiché si possono curare gli stimoli a progressivo impegno metabolico, cioè:
- la resistenza aerobica (carichi di durata, a medio-bassa intensità);
- la potenza aerobica (carichi di durata alla soglia anaerobica);
- la potenza lattacida (tolleranza lattacida, resistenza alla velocità);
- la resistenza lattacida (resistenza alla fatica intensiva/estensiva).
Definizione di supercompensazione
Il carico di allenamento (o sollecitazione) di un’ atleta tende a sfruttare la propria riserva funzionale in modo tale da aumentare il proprio livello di capacità attuale; tale capacità diminuisce dopo il carico e cresce dopo la supercompensazione. Nel tempo, l'allenamento efficace aumenta la capacità prestativa dell’atleta e riduce le varie riserve di adattamento.
La programmazione delle sedute di allenamento deve poter tener conto dei seguenti fattori:
1) struttura dei cicli del carico;
2) struttura delle unità di allenamento (*);
3) indicazione relative ai compiti principali delle singole unità di allenamento.
Per fare ciò è necessario precisare i contenuti e i mezzi di allenamento, cioè le forme degli esercizi e l’entità del carico, rispettando i principi fondamentali dell’allenamento, cioè la ciclicità, la specializzazione e la proporzionalità.
(*) UNITA’ D’ALLENAMENTO
L’Unità d'Allenamento rappresenta un'unità strutturale autonoma del processo di preparazione.
Contiene indicazioni concrete su come è impostata la singola seduta di allenamento e descrive quali sono i singoli obiettivi del carico e quali metodi, contenuti e mezzi si rendono necessari per la loro realizzazione.
Possono essere utilizzati mezzi diversi diretti ad ottenere gli obiettivi della preparazione tecnica, fisica, psicologica ed integrata, creando così le premesse per uno sviluppo efficace dei processi d'adattamento e di recupero nell'organismo degli atleti.
La struttura dell’unità di allenamento è determinata da molti fattori, tra i quali:
• scopo e obiettivi;
• oscillazioni dell'attività funzionale dell'organismo;
• entità del carico;
• selezione e combinazione degli esercizi;
• organizzazione del regime di lavoro e di recupero, ecc.
La struttura dell'unità d'allenamento, che è composta da:
1. una parte preparatoria introduttiva (fase di riscaldamento)
2. una parte principale (allenamento vero e proprio)
3. una parte conclusiva (fase di defaticamento)
4. una parte dedicata all’analisi dell’allenamento (Tecnico- Allenatore).
1. Nella PARTE PREPARATORIA D'INTRODUZIONE (15’-35’) si stabiliscono le misure organizzative, e si realizza la preparazione immediata per l'esecuzione del programma della parte principale.
Un inizio corretto delle unità d'allenamento "disciplina" gli atleti, li abitua ad agire in modo organizzato e concentra la loro attenzione sull'attività d'allenamento.
Con un orientamento corretto sull'esecuzione del proprio programma, si crea uno stato simile a quello pre-gara, che consiste nell'aumento dell'attività dei principali sistemi dell'organismo.
In questa parte dell'unità d'allenamento, si realizza il riscaldamento a secco ed in acqua (warm up) , rappresentato dall'esecuzione di un insieme di esercizi speciali che serve a preparare, in modo ottimale, l'atleta al lavoro che lo attende.
2. Nella PARTE PRINCIPALE (45’-90’), si realizzano i compiti più importanti dell'unità d'allenamento che servono a sviluppare ulteriormente o a consolidare la capacità di prestazione sportiva.
In essa, possono essere svolti tipi diversi di esercitazioni e viene garantito il miglioramento dei vari aspetti della preparazione fisica specifica, psicologica e caratteriale, della tecnica, della tattica, ecc.
La sua durata dipende dal carattere, dal metodo degli esercizi utilizzati e dall'entità del carico, se si lavora su più compiti si deve rispettare il principio della corretta successione del carico (rapporto volume-intensità).
3. Nella PARTE CONCLUSIVA (10’-15’), con il defaticamento (warm down) si deve diminuire gradualmente l'intensità del lavoro per portare l'organismo dell'atleta alle condizioni più vicino possibile a quelle che si osservavano prima del lavoro con un ritorno attivo del sistema cardiocircolatorio e del metabolismo ai valori precedenti al carico, con un alleggerimento del carico psichico attraverso la diminuzione della concentrazione, con una chiusura piacevole dell’allenamento per creare un atteggiamento positivo verso la successiva unità di allenamento e per creare quelle che favoriscono lo sviluppo intenso dei processi di recupero.
RISCALDAMENTO - Warm Up pre-allenamento/pre-gara sul bordo vasca
(es.: nell’apnea da eseguirsi lontano dall’official top)
Vestiti in modo adeguato ( tuta ginnica, calze,..) gli atleti eseguono esercizi dinamici dal segmentario al globale per favorire l’irrorazione :
1. sanguigna dei singoli gruppi muscolari
2. sinoviale delle singole articolazioni
gli esercizi , di tipo concentrico, vanno eseguiti secondo il “metodo russo (Masterovoi)”:
1. in forma singola o con un compagno
2. a corpo libero o con elastici
in questa fase NON verranno utilizzati esercizi di stretching muscolare passivo o esercizi che prevedano esercizi di tipo eccentrico : corsa, saltelli,…
Mantenere e richiamare il riscaldamento rimanendo sempre in movimento, avendo l’accortezza di essere ben vestiti e di permanere in zone areate.
RISCALDAMENTO - Warm Up globale pre-allenamento in acqua ( valido anche comeWarm/Cool Down)
Nuoto puro (solo occhialini) con nuotate miste e di coordinazione (braccia/stile-gambe/delfino, bracciata doppia/dorso-gambe/rana, farfalla: braccia/delfino-gambe/rana, …) dai 10’ ai 20’.
Ripetere anche nel Warm Down le nuotate più defaticanti.
Nuotate con attrezzature, gradualità nello sforzo e nell’inserimento delle attrezzature di spinta per dimensioni/durezza, dalle pinne corte alla pinne lunghe/monopinna).
RISCALDAMENTO - Warm Up globale pre-gara in acqua
(es.: nell’apnea nei 30’ dall’official top della DYN-DNF)
Indossata l’attrezzatura da gara l’atleta in questa fase di pre-gara deve perseguire i seguenti obiettivi fisici-cinestesici e psicologici:
1. verificare la funzionalità di tutta l’attrezzatura necessaria
2. verificare ulteriormente le caratteristiche della vasca/corsia gara :
a. profondità costante o variabile,
b. linee sul fondo : di corsia/virate/metà vasca/..,
c. zona partenza, parete di virata, zona di arrivo (parete/sfioratorio o corsia di arrivo,..)
d. dell’acqua : scorrevolezza, temperatura, visibilità,..
3. eseguire in forma blanda e progressiva i warm up specifici per l’apnea e per la tecnica della nuotata (pinne o monopinna)
4. provare i ritmi gara (passo di gara), crono sulla vasca
5. eseguire un adeguato e lungo warm down in attesa della chiamata per l’official top
DEFATICAMENTO - Warm Down post-allenamento/post-gara
Eseguire un discreto defaticamento di nuoto puro privilegiando il dorso germanico (gambe a rana ed a delfino), il dorso e la rana.
Doccia calda con primi, brevi, esercizi di stretching.
Ben vestiti prosecuzione di esercitazioni di stretching.
4. Nella PARTE DEDICATA ALL’ANALISI DELL’ALLENAMENTO IL Tecnico – Allenatore dovrà analizzare:
- raggiungimento degli scopi assegnati all’unità di allenamento
- luogo di allenamento e sfruttamento adeguato di tutte le possibilità offerte da esso
- scelta degli esercizi adeguati
- calcolo corretto del volume complessivo degli esercizi e dell’intensità della loro esecuzione
- rispetto dei tempi di svolgimento e delle accentuazioni dei contenuti che erano state previste
- corrispondenza dei metodi scelti agli obiettivi ed al contenuto dell’unità di allenamento
- corretta scelta del rapporto fra carico e recupero.
METODI DELL’ALLENAMENTO
Somministrazione degli esercizi in superficie, con inserimento di tratti in apnea, ed in apnea su distanze e/o tempi di permanenza compatibili
1. CONTINUO
a. Andatura uniforme
b. Andatura con variazioni
2. NON CONTINUO
a. Estensivo ed Intensivo
b. Basato sul gioco
1. a – Andatura uniforme :
- veloce su distanze brevi
- su distanze medie
- su ritmi gara ( discipline e specialità sul tempo cronometrico)
- su distanze lunghe
- lentissimi sul tempo trascorso in apnea, piuttosto che sulla distanza percorsa
b – Andatura con variazioni
- con variazioni triangolari (allunghi solo in crescendo)
- rettangolari ( allunghi in crescendo e mantenendo costante la velocità)
- fartlek ( cambi di velocità istintivi o programmati su distanza o tempo)
2. a – Estensivo ed Intensivo
Variabili : intensità (crono e frequenza cardiaca), distanza, numero delle ripetizioni e delle serie, dei tempi di recupero tra le ripetizioni e le serie ( completo o incompleto), tipo di recupero (attivo o passivo), frequenze di nuotata o di pinneggiata.
- intervall training
- ripetition training
- piramidali
- frazionati
- intermittente (es.: 10’’-10’’, 20’’-20’’ , 30’’-30’’)
- sprint training
- eventualmente con stop & go
Nella TAB A
Teoria dell’Allenamento
Nella TAB B
Periodizzazione e Programmazione
Esemplificazione di preparazione di un atleta di media levatura appartenente alla Cat. Elite maschile.
Obiettivo annuale : incremento e potenziamento della parte superiore del corpo e della tecnica e resa della monopinna.
Nella TAB C-F e C-M
Esemplificazione di calcolo in % dell’intensità di lavoro sue due atleti (femminile e maschile) partendo dalla valutazione cronometrica di un loro massimale.
Nella TAB D
Test motori a secco, valutazione d’ingresso degli atleti.
Nella TAB E
Codici di comunicazione e loro utilizzo nel nuoto, con la monopinna/pinne e nelle discipline e specialità subacqueo-apneistiche.
Esercitazioni “tipo” di base dagli age-group giovanili ai senior.
Progressioni didattica in acqua a corpo libero ed all’uso della monopinna/pinne.
Importanza della tecnica e del gesto corretto, obiettivi primari :
- rispetto dei principi biomeccanici (angoli, traiettorie, ritmi esecutivi )
- eliminazione dei movimenti superflui e delle rigidità muscolari ed articolari
- massima diminuzione delle resistenze esterne all’avanzamento
- aumento dell’efficienza propulsiva
- scelta di un rapporto ottimale tra frequenza ed ampiezza dei movimenti.
Le tecniche dovrebbero essere :
- acquisite e stabilizzate nella loro forma di base
- perfezionate fino ad un livello ottimale
- variate e sperimentate in molteplici situazioni.
ESEMPLIFICAZIONI
Nuoto senza attrezzature in superficie con sola battuta simmetrica e simultanea delle gambe (delfino) :
- sul petto braccia in alto
- sul petto braccia ai fianchi
- sul petto braccia unite davanti e/o dietro
- sul dorso braccia in alto
- sul dorso braccia ai fianchi
sul dorso braccia unite davanti e/o dietro
In immersione stessi esercizi anche sul fianco, avvitamenti parziali e completi;
Con ausilio della tavoletta negli esercizi che permettono la presa;
Senza tavoletta con bracciata a rana :
- con bracciata a stile
- con bracciata a dorso e doppia bracciata
- con bracciata a delfino
Stessi esercizi con le pinne;
Stessi esercizi con la monopinna :
- esercitazioni in verticale
- esercitazioni a ginocchia bloccate
Inserimento di partenze e virate (in superficie e in immersione)
Elenco esercitazioni CON e SENZA attrezzatura.
SL (Stile Libero) – DE (Delfino) – RA (Rana) – DO (Dorso) – FA (Farfalla).
Consigliati occhialini e tubo aeratore frontale.
Esercizi propedeutici e di controllo motorio ( Descrizione – Utilità )
ESEMPLIFICAZIONI
SENZA PINNE e CON PINNE (senza aeratore)
SL tocco spalla , si nuota SL normalmente, respirando sempre dalla parte dell'allenatore ogni 2 bracciate, ma appoggiando la mano sulla spalla durante la fase di recupero, badando bene che il gomito sia rivolto verso l'alto ;
RANA
Gambe-RA sul dorso, questo esercizio serve a permettere un autocontrollo della gambata a rana.
Le braccia possono essere distese oltre la testa o lungo i fianchi.
Le ginocchia devono molto vicine e rimanere immerse, il movimento coinvolge solo la gamba non la coscia.
Problemi di asimmetria (1 piede a martello ed 1 in estensione) e di ginocchia larghe (ginocchia + larghe rispetto ai piedi) son facilmente risolvibili se chiari all'atleta.
Variante con le braccia lungo i fianchi le mani toccano contemporaneamente i talloni (Video);
SENZA PINNE e CON PINNE (senza aeratore)
SL 1 braccio, SL completo ma muovendo sempre e solo il braccio dalla parte dell'allenatore, respirazione ogni 2 bracciate;
SENZA PINNE e CON PINNE (senza e con aeratore)
SL con strascico Si nuota normalmente a SL respirando sempre e solo dalla parte dell'allenatore ogni 2 bracciate ma facendo "Strascicare" le mani lungo il pelo dell'acqua durante tutta la fase di recupero. Questo obbliga a mantenere il GOMITO ALTO principio fondamentale di tutte le nuotate libere;
RANA Delfinata
Braccia-RA e gambe-DE, le braccia a Rana e le gambe a DE con 1 gambata propulsiva ed una di conseguenza per ogni bracciata. Questo esercizio permette di portare la nuotata Rana verso i canoni più moderni della Rana Delfinata;
DELFINO (Monopinna)
Delfino tocco fondo, ci si dà una spinta con entrambe le gambe dal fondo, fuoriuscendo dall'acqua con le braccia distese davanti alla testa, prendendo fiato e ri-immergendosi completamente di testa.
Utile a far capire che a DE la testa si abbassa prima dell'ingresso delle braccia;
Esercizi di coordinazione e cinestesi ( propriocettivi )
ESEMPLIFICAZIONI
SENZA PINNE e CON PINNE (senza aeratore)
SL respirando a SX ed a DX, è una variante dello stile libero per accentuare il rollio. Si effettua rallentando la nuotata e respirando sia sul lato destro che sul sinistro ogni singola bracciata;
SENZA PINNE e CON PINNE (senza e con aeratore)
SL Alternato, braccia distese avanti, 1 bracciata e pausa, la nuotata è mantenuta soprattutto dalla gambata. Le braccia si muovono alternativamente 1 alla volta effettuando la pausa in posizione distesa davanti la testa fino all'arrivo dell'altro braccio;
DORSO
DO Alternato, 1 braccio e pausa, la nuotata è a DO, mantenuta soprattutto dalla gambata. Le braccia si muovono alternativamente 1 alla volta effettuando la pausa in posizione distesa dietro la testa fino all'arrivo dell'altro braccio – esercizio di compensazione e di mobilità del cingolo scapolo omerale;
RANA
Rana doppia gambata, nuotata a rana completa ma la luuunga pausa delle braccia distese avanti permette di effettuare una seconda gambata. Utile per far capire il momento della pausa delle braccia;
FARFALLA (senza e con aeratore)
Braccia-DE e gambe-RA, una gambata ogni ciclo di bracciata, respirazione ogni 2 bracciate;
DORSO
Dorso Germanico, gambe- RA e doppia bracciata a dorso (simultanea), una gambata ogni bracciata – esercizio di recupero, di compensazione e di mobilità cingolo scapolo omerale;
SL- RA (senza e con aeratore)
Braccia-SL e gambe-RA, le braccia si muovono a SL e le gambe a RA, una gambata ogni bracciata (2 per ciclo);
SENZA PINNE e CON PINNE/MONOPINNA (senza e con aeratore)
Braccia-SL e gambe-DE, le braccia a SL e le gambe a DE. La gambata si effettua quando il braccio entra in acqua, sia il destro che il sinistro;
Girarrosto 3 bracciate a SL e 3 bracciate a DO ruotando sempre dalla stessa direzione – orientamento nello spazio (acqua) utile nelle virate e nelle specialità outdoor;
Hoover, nuotata alla marinara, laterali su un fianco, entrambe le braccia sott'acqua, 1 braccio si distende avanti l'altro arriva all'altezza della spalla e spingono l'acqua indietro verso i piedi per mezza bracciata. Le gambe si muovono alternativamente come a rana ma una tiene un piede in estensione dorsale – esercizio di recupero e cinestesi;
Esercizi di potenziamento arti superiori (torace) e arti inferiori.
( anche utilizzando ausili per potenziamento : palette, pool, tavoletta, elastici,..)
ESEMPLIFICAZIONI
SL
SL testa fuori SL completo ma la testa permanente fuori dall'acqua in posizione frontale (pallanuoto);
SL o DE o FA
Ipossia, solitamente 12.5 o 25 mt. senza mai respirare;
STUN GUN: SENZA PINNE e CON PINNE/MONOPINNA (senza aeratore)
Gambe-SL , solo gambe a SL su un fianco per tutta la vasca sull'altro al ritorno, la testa resta fuori insieme ad un braccio disteso avanti e l’altro sul fianco (senza pinne anche flesso con la mano rivolta avanti), Video;
RANA - Bicicletta
Gambe a bicicletta sul dorso a poltrona , tipico dei pallanuotisti e faticoso a tal punto da sviluppare quadricipiti e polpacci. La gambata è simile alla rana ma la posizione è sul dorso e le gambe si muovono alternativamente o anche simultaneamente .Si può tenere tra le mani una tavoletta fuori dall'acqua;
RANA – Valutazione efficacia azione di gambe e di braccia
lavoro segmentario : sola gambata o solo bracciata; trovato il giusto assetto eseguire su un numero adeguato di ripetute la vasca (da 25 o 50 mt.) cercando di verificare il numero delle passate necessarie, di braccia e di gambe, per percorrere tutta la vasca; a parità di spinta dalla parete valutazione della differenza di forza, tra gli arti sup. ed inf., e degli incrementi dei singoli segmenti;
DELFINO: SENZA PINNE e CON PINNE/MONOPINNA (senza e con aeratore)
Gambe-DE sul dorso, posizione sul dorso, braccia lungo i fianchi od in distensione sopra il capo, gambe unite con movimento dall'alto in basso e viceversa con leggero piegamento del ginocchio;
NUOTATE a handicap : SENZA PINNE e CON PINNE/MONOPINNA (senza e con aeratore)
In superficie o in immersione utilizzando gli elastici o la tavoletta in opposizione, nuotata completa o segmentaria (solo gambe o solo braccia);
PINNE o MONOPINNA
Con traino, in immersione o in superficie, usare una sagola di lunghezza adeguata collegata con un secchiello (foro sul fondo dello stesso);
Trazione con elastici, in immersione o in superficie, collocare delle ventose sulla parete e collegare con elastici di lunghezza ed estensibilità adeguata; concentrarsi sul mantenimento di una posizione(punto) e di un obiettivo (durata apnea ).
BACINO DELIMITATO E/O ACQUE LIBERE
FONDAMENTALI TECNICI CLASSICI INDIVIDUALI
STANDARD DIDATTICO - ADDESTRATIVI APPLICABILI AI MODELLI PRESTATIVI AGONISTICI
- Compensazioni, ventilazioni e tecniche di respirazione controllata con simulazioni contrazioni diaframmatiche a secco ed in acqua;
- Apnea statiche in superficie ed in profondità da 1’00” a 1’30” a 2’00”, profondità dai 2 ai 4 mt. (max); inizialmente con il tocco dell’assistente ogni 15”/20” poi secondo i regolamenti della specialità;
- Capovolte a corpo libero e con attrezzature nella forma del fondamentale non finalizzato e nella forma finalizzata alla partenza dell’atleta nelle specialità del jump-blue e del costante con (pinne o monopinna) e senza attrezzatura (rana), dell’assetto variabile e della free immersion;
- Vestizioni sul fondo nella forma tradizionale con l’attrezzatura apneistica e nella forma sportiva con le attrezzature previste nello Scuba Diving;
- Svuotamenti maschera nella forma tradizionale e nella versione sportiva per come previsto nel percorso della specialità SPORT SCUBA DIVING.
- Virate in immersione – nella versione sportiva il riferimento è ai modelli prestativi della dinamica con e senza attrezzi nelle sue varie forme esecutive a seconda siano utilizzate pinne o monopinne di diversa concezione; inoltre è utile l’apprendimento ed il perfezionamento della virata ad angolo retto presente nel JB, l’esercitazione è realizzabile nella versione indoor allestendo un percorso ridotto nelle misure dei lati e della profondità.
- Raccolta oggetti nella forma tradizionale e nella versione sportiva spostandosi sui lati di un campo di JB -indoor con successive immersioni ed emersioni agli angoli del campo, in questo caso gli oggetti sono sostituiti applicazione delle clips applicate alla cima guida;
- Sostentamento peso dal carico naturale ai 3 – 4 – 6 kg da 1’00” a 1’30” a 2’00”, peso e tempi adeguati soprattutto per gli Junior; esercizio di affinamento e di potenziamento degli arti inferiori nello stile rana;
- Discese in assetto variabile con e senza attrezzatura secondo i modelli prestativi della skandalopetra e dell’assetto variabile;
- Percorsi con soste sui percorsi delle specialità indoor e del JB – indoor;
- Recupero di infortunato sul fondo e manovre di rianimazione;
ESERCITAZIONI DI TIPO SPORTIVO IN B.D. E A.L.
ESEMPLIFICAZIONI
BD 1 – Nuoto in immersione a corpo libero (rana) progressivi dai 25 ai 50 mt. ed eventuali successivi (DNF)
1. indossata l’attrezzatura (facoltativa), l’apneista ed il suo compagno in assistenza si presenteranno a bordo vasca
2. al via dell’allenatore entreranno in acqua e si posizioneranno orizzontalmente, affiancati
3. l’apneista pronto s’immergerà per affondamento, ruoterà su se stesso e si spingerà dal bordo vasca, effettuando il percorso a rana, mantenendosi ad una profondità di circa 1-1,5 metri costanti, indipendentemente dalla profondità della vasca
4. percorsi i metri assegnati riemergerà
5. il compagno lo seguirà dalla superficie nuotando a rana
6. al termine dell’esercizio usciranno per intesa reciproca
7. importante l’esecuzione di ripresa respirazione
Variante : esecuzione di percorsi e di fondamentali individuali di gioco/attività specifica
BD 2 – Nuoto in immersione con attrezzi (pinne o monopinna) progressivi dai 25 ai 50 mt. ed eventuali e successivi (DYN)
1. indossata l’attrezzatura necessaria (testimone, occhialini piuttosto che maschera), l’apneista ed il suo compagno in assistenza si presenteranno a bordo vasca
2. al via dell’allenatore entreranno in acqua e si posizioneranno orizzontalmente, affiancati
3. l’apneista pronto s’immergerà per affondamento, ruoterà su se stesso e si spingerà dal bordo vasca, effettuando il percorso a rana, mantenendosi ad una profondità di circa 1-1,5 metri costanti, indipendentemente dalla profondità della vasca
4. percorsi i metri assegnati riemergerà
5. il compagno lo seguirà dalla superficie nuotandogli vicino con tavoletta
6. al termine dell’esercizio usciranno per intesa reciproca
7. importante l’esecuzione di ripresa respirazione
Variante : esecuzione di percorsi e di fondamentali individuali di gioco/attività specifica
BD 3 – Nuoto in immersione con o senza attrezzi IN COPPIA progressivi dai 25 ai 50 mt. ed eventuali e successivi (DNF/DYN)
1. indossata l’attrezzatura necessaria (testimone, occhialini piuttosto che maschera), gli apneisti ed il loro compagno in assistenza si presenteranno a bordo vasca (rotazione degli atleti nell’esercizio)
2. al via dell’allenatore entreranno in acqua e si posizioneranno orizzontalmente, affiancati
3. gli apneisti pronti s’immergeranno per affondamento e si spingeranno dal bordo vasca, effettuando il percorso ad una profondità di circa 1-1,5 metri costanti, indipendentemente dalla profondità della vasca
4.durante il percorso gli atleti eseguiranno dei passaggi o dei fondamentali di coppia del gioco/disciplina in oggetto
5. percorsi i metri assegnati riemergerà
6. il compagno lo seguirà dalla superficie nuotandogli vicino con tavoletta
7. al termine dell’esercizio usciranno per intesa reciproca
8. importante l’esecuzione di ripresa respirazione
Variante : esecuzione di percorsi e di fondamentali di coppia o di squadra per il gioco/attività specifica
BD 4 – Tuffo in Lungo (disciplina Olimpica nel 1904 a St. Louis, “record” dell’epoca = 24 mt.)
1. l’atleta si dispone sul blocco di partenza o sul bordo vasca ed esegue un tuffo di partenza a corpo libero (occhialini)
2. mantiene il più possibile lo scivolamento (statico) in apnea, dapprima in immersione poi eventualmente anche in superficie ma con viso immerso
3. non utilizza alcun movimento accessorio
4. utilizza del testimone per verificare la distanza effettuata.
5. sotto forma di prova si prende in considerazione il miglior risultato su tre prove concesse.
BD 5 - Mini Jump-Blue (versione indoor)
1. gli atleti si adeguano ai regolamenti ed agli step individuati per età e categoria di appartenenza
2. si va ad allestire un campo adeguato, a profondità variabile da 1,30 a 5,00 mt.,
con lati da 4/5 mt, a 8/10 mt, sino ai 15 mt. regolamentari
3. la distanza effettuata va marcata con la clip
4. variante sotto forma di staffette con i cambi negli angoli del campo.
BD 6 – Mini Skandalopetra (versione indoor)
1. gli atleti (le coppie) si adeguano ai regolamenti ed agli step individuati per età e categoria di appartenenza
2. si va ad allestire un campo adeguato, a profondità variabile ed adeguata
3. la partenza avviene dal piano vasca a livello dell’acqua
4. si verificano la profondità raggiunta ed il tempo occorso per il recupero di ciascun atleta secondo gli standard regolamentari
5. variante sotto forma di staffette con 4 atleti
6. In sostituzione delle “petre” si può optare per sacchetti in robusto pvc riempiti di materiale idoneo (dai 3/5 kg ai 10 kg ).
BD 7 – Speed & Endurance (training)
1. L’atleta dal blocco di partenza, o inizialmente dal bordo vasca, esegue delle partenze ripetute con adeguati tratti in velocità dai 12,5 ai 25 – 50 – 75 mt
2. L’atleta utilizzerà pinne o monopinna ed occhialini
3. Variante sotto forma di staffetta con o senza tuffo su distanze da 25 o 50 mt.
BD 8 - Aquathlon (training)
1. Standard conformi ai regolamenti CMAS
2. Profondità e dimensioni adeguati alla tipologia dell’atleta
3. in coppia o in gruppo (rotazione) su tempi e/o ripetute prestabilite.
BD 9 - Scuba Diving Sport (training)
1. standard conformi ai regolamenti CMAS
2. Profondità e dimensioni adeguati alla tipologia dell’atleta
3. Percorsi prestabiliti o scelta su uno o più esercizi
4. esecuzione di ripetute adeguate e progressive
5. prove a staffette o a squadre
AL 10 - Mini Jump-Blue (versione oudoor)
1. gli atleti si adeguano ai regolamenti ed agli step individuati per età e categoria di appartenenza
2. si va ad allestire un campo adeguato, a profondità variabile da 1,30 a 5,00 mt.,
con lati da 4/5 mt, a 8/10 mt, sino ai 15 mt. regolamentari
3. la distanza effettuata va marcata sulla cima guida con la clip
4. variante sotto forma di staffette con i cambi negli angoli del campo.
AL 11 – Mini Skandalopetra (versione outdoor)
1. gli atleti (le coppie) si adeguano ai regolamenti ed agli step individuati per età e categoria di appartenenza
2. si va ad allestire un campo adeguato, a profondità variabile ed adeguata
3. la partenza avviene da un manufatto o da una imbarcazione/piattaforma il più possibile vicino al livello dell’acqua
4. si verificano la profondità raggiunta ed il tempo occorso per il recupero di ciascun atleta secondo gli standard regolamentari
5. variante sotto forma di staffette con 4 atleti
6. In mancanza delle “petre” si può optare per i dischi dei bilancieri provvisti del foro centrale per la sagola e facilmente impugnabili (dai 3/5 kg ai 10 kg )
AL 12 – Dinamica Lineare Con o Senza attrezzature (training)
1. gli atleti si adeguano ai regolamenti ed agli step individuati per età e categoria di appartenenza
2. si va ad allestire un campo adeguato, a profondità variabile da 1,30 a 1,80/2,00 mt.,
3. la distanza effettuata va marcata sulla cima guida con la clip
4. variante sotto forma di staffette con i cambi ai vertici del campo.
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 Location: kalymnos-Thessaloniki-Crete | Molto ma molto interessante e molto utile!!!!
Grazie
Nikolas | |
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 Extreme Veteran
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | TABELLA A
Nr. 11 pdf
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TAB A Teoria dell'Allenamento 1.pdf (173KB - 72 downloads)
TAB A Teoria dell'Allenamento 2.pdf (67KB - 51 downloads)
TAB A Teoria dell'Allenamento 3.pdf (160KB - 41 downloads)
TAB A Teoria dell'Allenamento 4.pdf (84KB - 39 downloads)
TAB A Teoria dell'Allenamento 5.pdf (28KB - 46 downloads)
TAB A Teoria dell'Allenamento 6.pdf (27KB - 39 downloads)
TAB A Teoria dell'Allenamento 7.pdf (95KB - 32 downloads)
TAB A Teoria dell'Allenamento 8.pdf (39KB - 39 downloads)
TAB A Teoria dell'Allenamento 9.pdf (88KB - 39 downloads)
TAB A Teoria dell'Allenamento 10.pdf (25KB - 41 downloads)
TAB A Teoria dell'Allenamento 11.pdf (41KB - 40 downloads)
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 Extreme Veteran
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | TABELLA B
PERIODIZZAZIONE E PROGRAMMAZIONE
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TAB B - Periodizzazione e Programmazione.pdf (33KB - 47 downloads)
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | TABELLA C - F
INTENSITA' DI LAVORO % - ESEMPIO ATLETA FEMMINILE
Attachments ----------------
TAB C-F Intensittà lavoro .pdf (45KB - 40 downloads)
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 Extreme Veteran
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | TABELLA C - M
INTENSITA' DI LAVORO % - ESEMPIO ATLETA MASCHILE
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TAB C-M Intensittà lavoro .pdf (44KB - 46 downloads)
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 Extreme Veteran
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | TAB D
Test motori a secco, valutazione d’ingresso degli atleti.
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TAB D - TEST MOTORI APNEA.pdf (33KB - 45 downloads)
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Regular
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| Dear Maurizio,
i tried a lot to translate your article, but did not succeded. To bad it is not in English. We train four times a week with Thomas last two months and we need assistance. nikolas came to the picine only three times....... | |
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 Extreme Veteran
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | Video con esercizi tecnici e didattici :
http://www.vimeo.com/user2609333/videos
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 Extreme Veteran
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | Codici e fonti energetiche
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TAB E - Codici e fonti energetiche.pdf (179KB - 28 downloads)
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 Extreme Veteran
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | Chatzimentor - 20/4/2010 08:53
Dear Maurizio,
i tried a lot to translate your article, but did not succeded. To bad it is not in English. We train four times a week with Thomas last two months and we need assistance. nikolas came to the picine only three times.......
Dear Demetrios,
is not easy to translate this material theory and methodology of training, general and specific for apnea.
Perhaps the best solution is to take a course in Greece as the ones I do in Italy.
With simultaneous translation by Nikolas!!!
Ahahahahaha!!! | |
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 Location: kalymnos-Thessaloniki-Crete | Maurizio Bellodi - 24/4/2010 07:28
Chatzimentor - 20/4/2010 08:53
Dear Maurizio,
i tried a lot to translate your article, but did not succeded. To bad it is not in English. We train four times a week with Thomas last two months and we need assistance. nikolas came to the picine only three times.......
Dear Demetrios,
is not easy to translate this material theory and methodology of training, general and specific for apnea.
Perhaps the best solution is to take a course in Greece as the ones I do in Italy.
With simultaneous translation by Nikolas!!!
Ahahahahaha!!!
Povero Nikolas, cosa gli tocca afare una vita!!!
hahahahaha | |
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 Extreme Veteran
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | Facciamo un passo indietro e dedichiamoci anche agli allievi oltre che ai pre-agonisti ed agli agonisti. Un mio lavoro che sarà d'aiuto ai ns. prossimi Tecnici di 1° livello FIPSAS-CONI, ai ns. Allenatori di 2° Livello FIPSAS-CONI ma soprattutto agli Istruttori, ovvero a coloro che si dedicano all'insegnamento, e non all'allenamento, nei primi momenti di formazione soprattutto con i giovani!
Un lavoro di sintesi che conservo dal 2004 quando ero componente della Commissione Nazionale Giovanile della FIPSAS in rappresentanza dei Settori Attività Subacquee Agonistiche e Nuoto Pinnato, e successivamente anche per il Settore Didattica Subacquea. Questo materiale didattico doveva essere pubblicato e doveva servire per TUTTI cinque i ns Settori Federali, in particolare per l'attività giovanile e per i C.A.S. CENTRI DI AVVIAMENTO ALLO SPORT del C.O.N.I.; i Centri CAS per coloro che li volessero aprire ricordo che sono una emanazione delle ASD. In questa prima tranche ho rivisitato un lavoro di un grande Docente, il collega Prof. Giorgio VISINTIN, che con me aveva collaborato per la stesura di questo testo.
Ecco il curriculum di Giorgio VISINTIN: - Docente Formatore della Scuola Centrale dello Sport del CONI, utilizzzato dal ns. Settore AS per tutti i Corsi di Formazione degli Allenatori delle discipline individuali e di squadra dell'APNEA tenutisi alla Scuola dello Sport del CONI di Roma; - Docente per le “Discipline Natatorie” presso l’Università di Firenze, Facoltà di Medicina, Corso di Laurea in Scienze Motorie, la stessa Facoltà da cui sono uscito nel 1977 con la prima tesi sulla "Tecnica e didattica del nuoto e del nuoto pinnato"; - Collaboratore Tecnico e Consulente della FIPSAS per le Attività Natatorie e di Metodologia Generale dell’Insegnamento e dell’Allenamento; - Ex-formatore della F.I.N. Federazione Italiana Nuoto, per la quale ha scritto dei testi che rimarrano delle pietre miliari nell'insegnamento dell'acquaticità e del nuoto (subacqueo ed in superficie).
Questa prima parte del testo mai pubblicato era dedicato a:
PRINCIPI GENERALI DI TEORIA E METODOLOGIA DELL'APPRENDIMENTO E DELL'INSEGNAMENTO
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1-34.pdf (198KB - 49 downloads)
35-41.pdf (149KB - 27 downloads)
42-62.pdf (132KB - 17 downloads)
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | Dall'insegnamento all'allenamento :
PRINCIPI GENERALI DI TEORIA E METODOLOGIA L’ALLENAMENTO SPORTIVO
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1-57.pdf (92KB - 19 downloads)
58-66.pdf (60KB - 19 downloads)
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | SCHEDE DI PSICOPEDAGOGIA
METODI DIDATTICI E FORME (STILI) D’INSEGNAMENTO
SCHEDE :
ARGOMENTI Ansia Gruppo Motivazioni Comunicazione
L’ANSIA DEFINIZIONE ANSIA DI TRATTO ED ANSIA DI STATO MANIFESTAZIONI DELL’ANSIA FATTORI IMPLICATI NELL’AUMENTO DELL’ANSIA ANSIA, ATTIVAZIONE E RENDIMENTO L’ANSIA VISTA DALL’ATLETA IL RUOLO DELL’ALLENATORE
...DA COMPLETARE CON L'INSERIMENTO DI ALTRI ALLEGATI
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67-78.pdf (67KB - 24 downloads)
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | PREPARAZIONE PER I CENTRI DI AVVIAMENTO ALLO SPORT -CONI
• FISIOLOGIA DEL MOVIMENTO IN ETA’ GIOVANILE
• PREPARAZIONE FISICA PER I CAS
Un ringraziamento a Autore : Dott. Pierluigi FIORELLA Medico dello Sport Settore - Medico FIDAL ad Atene 2004
FISIOLOGIA DEL MOVIMENTO IN ETA’ GIOVANILE
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93-106.pdf (97KB - 22 downloads)
1-19.pdf (102KB - 18 downloads)
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | APPROFONDIMENTO : MOTIVAZIONE E APPRENDIMENTO Dalle lezioni de Prof. Alberto Cei al 2° Corso Allenatori Apnea AS-FIPSAS tenutosi alla Scuola dello Sport CONI
In termini globali le competenze di un allenamento possono essere distinte in almeno due grandi aree. La prima riguarda il sapere tecnico, con particolare riferimento alla capacità di valutare le abilità e di organizzare cicli dì allenamento adeguati ai giovani con cui si lavora. La seconda si riferisce alla competenza nel saper gestire il gruppo e i singoli atleti. Pur se ambedue queste aree professionali vengono riconosciute come ugualmente importanti, di norma alla prima viene dedicata molta più attenzione mentre alla seconda viene dedicato molto meno tempo. Ciò avviene in quanto è molto diffusa l'idea che il giovane allenatore imparerà a gestire i giovani attraverso la pratica effettuata sul campo, sfruttando magari la sua passata esperienza di atleta o ascoltando i consigli dei tecnici più esperti. Agendo in questo modo si lascia da solo l'allenatore (e la società sportiva) a fare esperienza sul campo, nella speranza che impari a trattare con i suoi allievi e che non si disamori in questa attività. E abbastanza ovvio che esistono altre maniere più strutturate per incrementare in maniera significativa le competenze professionali necessarie a gestire gli individui, con l'obiettivo di raggiungere una maggior soddisfazione reciproca fra i partecipanti di questa relazione. Scopo di queste pagine è proprio quello di fornire indicazioni su due aspetti essenziali di questo processo e che...
CONTINUA NEL PDF ALLEGATO
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1-29.pdf (161KB - 18 downloads)
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | Vale la pena riprendere alcuni vecchi post e riunirli in un'unica discussione.
PREPARAZIONE FISICA NELL'APNEA E NEL NUOTO PINNATO PUBBLICATO DA APNEA MAGAZINE
La preparazione fisica nel nuoto pinnato e nell'apnea: parte 8 Ottava e ultima parte del lavoro sulla preparazione curato da Maurizio Bellodi: considerazioni conclusive....
Data di pubblicazione: 2006-05-30 Indirizzo: http://www.apneamagazine.com/articolo.php/1458
La preparazione fisica nel nuoto pinnato e nell'apnea: parte 7 Settima parte del lavoro sulla preparazione curato da Maurizio Bellodi: periodizzazione tipo e altre considerazioni...
Data di pubblicazione: 2006-04-01 Indirizzo: http://www.apneamagazine.com/articolo.php/1391
La preparazione fisica nel nuoto pinnato e nell'apnea: parte 6 Sesta parte del lavoro sulla preparazione curato da Maurizio Bellodi: periodizzazione tipo....
Data di pubblicazione: 2006-03-12 Indirizzo: http://www.apneamagazine.com/articolo.php/1354
La preparazione fisica nel nuoto pinnato e nell'apnea: parte 5 Quinta parte del lavoro sulla preparazione curato da Maurizio Bellodi: Esempio di protocollo di preparazione fisica...
Data di pubblicazione: 2006-02-17 Indirizzo: http://www.apneamagazine.com/articolo.php/1334
La preparazione fisica nel nuoto pinnato e nell'apnea: parte 4 La quarta parte del lavoro sulla preparazione curato da Maurizio Bellodi: contesto traumatico e posturale....
Data di pubblicazione: 2006-02-03 Indirizzo: http://www.apneamagazine.com/articolo.php/1324
La preparazione fisica nel nuoto pinnato e nell'apnea: parte 3 La terza parte del lavoro sulla preparazione curato da Maurizio Bellodi: i modelli tecnico stilistici...
Data di pubblicazione: 2006-01-15 Indirizzo: http://www.apneamagazine.com/articolo.php/1311
La preparazione fisica nel nuoto pinnato e nell'apnea: parte 2 La seconda parte del lavoro curato da Maurizio Bellodi: fasi del ciclo della nuotata con monopinna...
Data di pubblicazione: 2005-12-23 Indirizzo: http://www.apneamagazine.com/articolo.php/1292
La preparazione fisica nel nuoto pinnato e nell'apnea: parte 1 Iniziamo la pubblicazione del prezioso contributo di Maurizio Bellodi, tecnico del settore nuoto pinnato FIPSAS...
Data di pubblicazione: 2005-12-23 Indirizzo: http://www.apneamagazine.com/articolo.php/1291 | |
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | Altri elementi fondamentali della preparazione fisica e tecnica per gli apneisti pre-agonisti ed agonisti.
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Esercizi articolazione tibio-tarsica.pdf (50KB - 10 downloads)
Posturologia equilibrio.pdf (26KB - 10 downloads)
Tappe e competizione giovani-adulti.pdf (26KB - 12 downloads)
30-40.pdf (101KB - 12 downloads)
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | Ora dedichiamo un po' di spazio alla tecnica con una analisi dei gesti e dei modelli prestativi.
Una primo video esemplificativo è la performance di Goran Colak di 244 mt. effettuata ad Aarhus in Danimarca in occasione dei Mondiali CMAS 2009; in quell'occasione il forte atleta croato ottenne la Medaglia d'Oro ma anche la miglior misura dell'evento internazionale a cui partecipavano atleti CMAS e AIDA.
http://www.youtube.com/watch?v=tIsFOo9Q7Ag
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | Frédéric Sessa - NWR AIDA DYN con 255 m.
LEZIONE DI DISTRIBUZIONE DELLO SFORZO CON UN TEMPO ED UN PASSO GARA ECCEZIONALE !!!
Una interpretazione diversa dell'apnea dinamica riferendosi alle prestazioni dell'altrettanto forte collega croato CMAS Goran Colak.
Bravo!!..un grande e vero atleta che aveva iniziato nelle fila della CMAS!
Una tecnica raffinata, un'imprinting natatorio, uno stile con pinneggiata continua.
Un passo gara notevole e ben distribuito :
- 59"67 ai 100 m.,
- 2'00"92 ai 200 m.,
- 2'31"32 ai 250 m.
...e chiude in 2'37" i 255 m. (circa) !!
Unico rammarico la non ufficialità I.O.C. - W.A.D.A.!..peccato!
Il video :
http://dailymotion.virgilio.it/video/xdzci5_frederic-sessa-apnee-dy...
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 Extreme Veteran
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | In allegato la famosa piramide del successo di John Wooden (scomparso nei mesi scorsi).
Se Dio vuole non compare l'inflazionata "consapevolezza" !!...come se negli altri sport, soprattutto in quelli estremi o di necessaria "coscienza di sé", non ce ne fosse!
La scoperta dell'acqua calda!!!...basti pensare agli anni '60, alla Francia... la culla della psicomotricità ed i suoi autori fondamentali: Guilmain, Ajuriaguerra. Lapierre, Vayer, Le Boulch,....
(GdS John Wooden - Copia.jpg)
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GdS John Wooden - Copia.jpg (145KB - 4 downloads)
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 Extreme Veteran
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     Location: Torri del Benaco - Lago di Garda - VR | Sport Psychology !!!!
KENNETH RAVIZZA, PhD
Professore all'Univeristà di Fullerton CALIFORNIA-USA
Psicologo dello Sport con gli Olimpionici USA in 8 edizioni delle Olimpiadi.
Ken Ravizza is a professor in the Division of Kinesiology and Health Science at California State University at Fullerton. He teaches courses in the areas of Sport Philosophy, Applied Sport Psychology, and Stress Management. He has been a Sport Psychology consultant for the U. S. Olympic Field Hockey, Water Polo, and Baseball teams along with numerous individual Olympic Athletes. He also worked with the USA Softball team in preparation for the 2000 Olympics.
Ken has been a Sport Psychology Consultant for the Anaheim Angels, the University of Nebraska and Arizona State Football teams, Cal State Fullerton Baseball, Gymnastics, and Softball teams, and Long Beach State Baseball team. He has conducted over 100 Sport Psychology Workshops nationally and internationally. His research includes examining the nature of peak performance in human movement activities, and he is co-author of the book Heads-Up Baseball. He also sits on the editorial boards of the journal The Sport Psychologist and Quest. He is a Fellow in Association for the Advancement of Applied Sport Psychology.
10 Videos Sport on www.5min.com find "KENNETH RAVIZZA": http://www.5min.com/Category/Sports
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